Vai al contenuto

Coproduzioni internazionali e tax credit in Italia raccontati dall’avvocato Diana Rulli

Spesso i grandi sceneggiatori sono anche dei produttori. Non è il mio caso ma comunque è bene tenersi informati su un mondo che dovrebbe darmi lavoro.
Questo è il motivo dell’intervista all’avvocato Diana Rulli, patrocinante in cassazione, esperta in accordi internazionali di coproduzione cinematografica e televisiva. E’ spesso invitata a tenere seminari su aspetti tecnici della contrattazione tra l’Italia e l’estero.

L’avvocato Rulli indica il 2004 come punto di svolta. E’ l’entrata in vigore del decreto Urbani con i relativi tagli al F.U.S. - Fondo Unico per lo Spettacolo – che mettono il vecchio produttore italiano in crisi e lo costringono a muoversi diversamente. Deve parlare le lingue, muoversi nei mercati internazionali legati ai festival.  Deve trovare un’alternativa ai finanziamenti provenienti dai nostri network: R.A.I., Mediaset, Sky; solo tre “porte” a cui andare a bussare.

Per far fronte a questa nuova sfida i produttori, soprattutto quelli giovani, devono avere una mentalità dinamica. L’avvocato Rulli mi porta come esempio Nicola Giuliano, che ha fondato insieme a Francesca Cima la Indigo Film, e poi Andrea Stucovitz, della Partner Media Investiment. , Emanuela Nespeca della Fabbrichetta srl e
Tommaso Arrighi della Mood film srl. Questi – ma ce ne sono altri - secondo Diana Rulli, identificano la figura del nuovo produttore emergente di oggi.

Altro nome da tenere d’occhio è quello di Martha Capello, Presidente dell’A.G.P.C. (Associazione Giovani Produttori Cinematografici). Non a caso la linea guida dell’Associazione che presiede è quella di tutelare, migliorare e sviluppare l’attività cinematografica imprenditoriale ed artistica delle nuove generazioni. Le iniziative
che Martha Capello porta avanti sono molteplici e si muovono in più direzioni. Servirebbe un articolo apposta per poter avere un quadro completo dell’attività svolta dal presidente dell’A.G.P.C. .

Torniamo all’argomento dei contratti di coproduzione internazionale firmati da stati appartenenti all’Unione Europea. L’avvocato Rulli mi spiega che le  leggi di settore sono abbastanza omologate e armonizzate. Le difficoltà nascono stilando contratti con produttori extracomunitari. Questi infatti cercano di far prevalere  le loro
leggi territoriali per avere dei vantaggi e a volte ciò penalizza la controparte italiana. In Europa le coproduzioni più frequenti sono quelle con la Francia, Germania e anche con la Russia.
Può essere importante per un produttore italiano accostarsi a partner che possano attingere ai fondi territoriali per il cinema - il corrispettivo delle nostre Film Commission. I fondi che per esempio hanno alcune regioni della Germania sono di gran lunga più cospicui dei nostri.

Le controversie legali su problemi esecutivi, cioè di realizzazione, sono rari. Le produzioni in tutto il mondo si avvalgono di tecnici con medesimi standard qualitativi, inquadrati in  contratti regolati dai sindacati. Negli ultimi anni i loro compensi hanno avuto una
flessione. Stiamo parlando dei cosiddetti costi “sotto la linea”. Molto più grave la situazione compensi “sopra la linea”, ovvero per registi, sceneggiatori e attori che  hanno subito una drastica defalcazione: dal quindici al trenta per cento per il cinema e molto di più per chi lavora nella televisione.

L’avvocato Diana Rulli, sinteticamente, enuncia le modalità con cui si reperiscono fondi per un progetto cinematografico.
Le modalità sono le più varie , tra esse si inseriscono, nel settore pubblico,  i contributi ministeriali di sostegno alla produzione di opere prime e/o secondo o delle opere qualificate di interesse culturale rinnovati dalla legge Urbani del 2004, nonché il tax credit interno che abbatte del quindici per cento i costi di produzione eleggibili, generando a favore della produzione un credito d’imposta spendibile. Uno strumento che non ha permesso hai produttori di muoversi con tranquillità in quanto soggetto a limiti di tempo che dovevano essere rinnovati. Finalmente, dal 1° gennaio del 2014 il tax credit sarà permanente, ed è stato esteso a tutto il comparto audiovisivo, che potrà usufruirne solo quando verrà ufficializzato da un decreto attuativo che al momento manca.

Nel settore privato, il reperimento di finanziamenti alla realizzazione di un progetto filmico  è sempre attività estremamente difficile e creativa. Detta attività è stata di recente tuttavia agevolata dall’introduzione del  tax credit esterno destinata alle
imprese  estranea alla filiera cinematografica che possono ottenere un abbattimento fiscale del quaranta per cento sul capitale investito in produzioni cinematografiche.

Altro strumento di finanziamento  è il  product placement. La possibilità di avere introiti pubblicitari rendendo riconoscibili i prodotti nel filmato. La serie cinematografica di James Bond 007 ne fornisce un palese esempio. In Italia è vietato usare questo sistema
di finanziamento per le fiction tv. Il motivo è un supposto contrasto con l’inserimento degli spot pubblicitari. Supposto perché la televisione trasmette anche film che non sono soggetti a queste restrizioni.

L’avv. Diana Rulli  fa inoltre presente il ruolo importantissimo svolto dalla distribuzione del Film. Assicurarsi un mandato di  distribuzione per la vendita all’estero è importante tanto quanto realizzare il film. Per questo è importante farsi notare nei mercati internazionali dei festival. Cita la Wild Bunch International per fare un esempio di una grande distribuzione con sede in Europa.