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Corsi di scrittura creativa e manuali di sceneggiatura: opinioni e consigli

Ho basato la mia formazione lavorando con sceneggiatori professionisti e frequentando corsi. Ritengo molto più valida la prima, che avviene attraverso il lavoro e il confronto diretto con chi ha più esperienza. Dei corsi invito a diffidare, in maniera particolare quelli tenuti da grandi nomi italiani. Ci si trova spesso ad ascoltare per parecchio tempo il famoso docente raccontare aneddoti della sua carriera che, per quanto divertenti ed interessanti, deludono le aspettative di chi realmente si aspetta di apprendere.

Vi sono poi i corsi tenuti dagli esperti della sceneggiatura, di solito americani. Sono persone serie e professionali, si perdono poco in chiacchiere e spiegano passo, passo quello che c’è scritto nei loro manuali. Non trovo quindi il valore aggiunto di seguire le loro lezioni se non quello di citarlo nel curriculum. Molti di questi vademecum di scrittura si possono trovare sul sito di Dino Audino Editore. Limitarsi al loro studio per apprendere la professione di sceneggiatore è poco efficacie. Sono tutti più o meno validi e consiglio di leggerne qualcuno. Sono utilissimi per prepararsi alle critiche e agli interventi degli editor di rete. Alcuni di loro seguono ciecamente le regole di questi manuali e le utilizzano per valutare gli script. E’ bene quindi saperle per poter difendere il proprio lavoro. Chi c’è già passato sa che le riunioni sono simili ad un processo sull’opera, dove l’autore si trasforma in un avvocato che difende il suo assistito, sceneggiatura, soggetto o scaletta che sia.

Per imparare la professione di sceneggiatore più che un manuale serve “sporcarsi le mani”. Accosto l’argomento alla cucina per una metafora: se desidero diventare un cuoco posso leggere libri di cucina, seguire corsi teorici ma se non entro in cucina, scegliendo gli alimenti che imparo a pulire e mischiare, come posso trasformare la teoria in pratica? La prima viene di pari passo con la seconda.
Consiglio di scegliere un corso di sceneggiatura con caratteristiche simili a quello che tengo io a Roma. La classe dev’essere a numero chiuso con circa dieci partecipanti.  In questo modo si è sicuri di essere seguiti. Le lezioni diventano un laboratorio di scrittura dove ogni discente, da solo o in coppia, elabora un testo che diviene oggetto di studio.