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Sacro GRA: aspetti legali e risvolti umani del film Leone d’Oro alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia 2013

Il nome di un regista in Italia viene comunemente associato a quello degli attori, del produttore, al limite (ahimè per il limite) dello sceneggiatore, mai al suo avvocato, una figura altrettanto importante per un regista - e per chiunque lavori a contratto nel mondo dell’audiovisivo. Il compito dell’avvocato è la tutela delle condizioni di  lavoro del regista  e la sua opera. A volte l’avvocato ricopre anche la figura dell’agente. Per chi è totalmente ignaro della figura dell’agente, basta sapere che l’agente di un una persona di spettacolo rappresenta colui che dovrebbe promuovere e fornire occasioni di lavoro all’artista ed intrattiene rapporti per suo conto. Di solito l’agente cerca artisti già noti, altrimenti…  il più delle volte, aspetta che il suo assistito diventi famoso  e poi si dà da fare per far fruttare la notorietà.

L’attività dell’avvocato per un regista, in questo caso Diana Rulli, nei confronti di Gianfranco Rosi, di norma si limita a trattare e tutelare la cessione dei diritti di sfruttamento dell’opera del regista, nonché tempistiche e modalità dell’opera stessa  includendo quelle di scrittura nel caso ci sia anche la stesura del soggetto e/o della sceneggiatura.  Quando l’avvocato è  anche agente, fornisce un sostegno fattivo e morale al proprio assistito. In virtù di ciò, tra i due ci dev’essere un’intesa umana  che supera i meri rapporti  professionali . Cosa che è successa a Gianfranco Rosi con Diana Rulli.

L’avvocato Diana Rulli è rimasta subito colpita dai lavori di Rosi. Lo conosce al festival cinematografico di Venezia nel 2008. Lei è sempre presente alle più importanti manifestazioni cinematografiche europee e pone molto attenzione ad artisti che hanno quel qualcosa in più da raccontare.
Rosi in quella occasione vince il premio Orizzonti con il documentario “Below sea level” girato interamente a Slab City, un agglomerato abbastanza esteso di roulotte,  caravan e camper situato in una ex base militare in California. Slab City  s’intravede anche nel film  “In to the wild”.

L’amicizia e il rapporto professionale tra l’avvocato ed il regista continua  sempre al festival di Venezia due anni dopo, quando Rosi vince il premio Fripesci 2010 con il documentario “El sicario - room 164” -intervista ad un sicario messicano.

Rosi si trova in sintonia con l’avvocato Rulli e la incarica di occuparsi delle questioni legali dei suoi prossimi progetti. E’ la volta di Sacro G.R.A.. Progetto suggerito a Rosi dall’urbanista Nicola Bassetti. Rosi ha delle perplessità sul progetto e solo l’insistenza dell’ex moglie lo convince ad accettare di vivere  all’interno di un camper, percorrendo per 3 anni l’anello d’asfalto che circonda la  capitale d’Italia.
Durante le riprese del film documentario si sono verificate situazioni che hanno richiesto consulenza legale immediata, anche in piena notte, da parte dell’avvocato Rulli.

Camper del Sacro GRA
Camper usato per le riprese del sacro GRA - il Leone d'oro 2013 tra l'avv.Rulli e G.Rosi

Il doppio ruolo di avvocato e agente hanno richiesto un coinvolgimento di Diana Rulli anche nei momenti di sconforto che hanno colto  il regista, che definisce se stesso one man crew, nel suo solitario viaggio  sul GRA.  Rosi poteva sempre contare sull’ascolto di Diana , il produttore creativo Dario Zonta e il suo fidato aiuto registra Roberto Rinalduzzi.

Mi confida l’avvocato Rulli che la post produzione di Sacro Gra è stata complessa e sofferta quanto girare il film e forse di più. I primi montaggi del documentario non hanno trovato riscontri positivi dai selezionatori dei festival,  se non addirittura stroncature. Momento difficile per Gianfranco Rosi. I suoi  collaboratori più stretti , lo invitano a rimettere le mani sul montaggio, anche se il regista ritiene che  la sua opera sia completa così come la sta presentando. Il suo impegno viene premiato oltre ogni aspettativa. Nella selezione al festival del cinema di Venezia 2013,  Sacro Gra, invece di essere scelto nella sezione dedicata ai documentari,  viene messo in concorso come film. E’ la prima volta nella storia del cinema che accade un evento simile…. ed ancora più straordinario che  il docu-film vinca il Leone d’oro di Venezia 2013.

Il prestigioso riconoscimento esalta la figura di Gianfranco Rosi e riempie di orgoglio Diana Rulli, che ha creduto in lui e lo ha appoggiato e tutelato rinnovandogli sempre la sua fiducia anche quando le situazioni volgevano in ombra.  Il  grande e inaspettato successo di Sacro G.R.A. ha dato all’Avv. Rulli anche maggior prestigio e ascolto con network e produttori di tutto il Mondo nonché una rapporto di stima rinnovata e reciproca con Gianfranco Rosi.