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Ci vuole fegato per scrivere uno spettacolo sull’Epatite C

Il titolo di questo articolo fa il verso alla targa che ho ritirato il 29 novembre 2012 a Palazzo Madama nella sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica. E’ il premio ricevuto durante la Celebrazione Italiana della Giornata Mondiale delle Epatiti. Tra i vari interventi sullo stato dell'arte del Piano Nazionale contro le Epatiti vengono riconosciute iniziative e persone che si sono distinte per l’impegno nella lotta contro le Epatiti. Con mia grande sorpresa sono stato premiato.

Ricevere un preCi Conosciamomio per uno spettacolo teatrale che mira ad informare sui temi della salute pubblica mi ha fatto riflettere.  Il testo teatrale, scritto con il dottor Giovanni Galati, medico presso il policlinico biomedico di Trigoria, punta a coinvolgere le persone sul tema Epatite C dal punto di vista emozionale piuttosto che medico. Su quest’ultimo aspetto ci sono tavole rotonde che discutono sulle varie cure dell’ epatite attirando l’interesse di medici e malati ma suscitando l’indifferenza della gente comune che resta all’oscuro dei pericoli di contagio, purtroppo silente e mortale.

Sull’Epatite C ne sapevo abbastanza. Mio padre ne era affetto ed è morto una settimana prima che lo spettacolo venisse messo in scena per la prima volta  il 28 novembre 2011 presso il teatro del centro culturale Elsa Morante di Roma. Una struttura che consiglio di frequentare perché ospita iniziative culturale degne di nota.

Il dottor Galati, avendo saputo da mio padre che ero uno sceneggiatore, mi coinvolse subito nella sua idea di spettacolo: drammatizzare il corso infettivo dell’epatite C prendendo dei casi tipici. Lo spunto narrativo è un diario composto da diverse testimonianze di persone malate, fatti non reali ma ispirati alla realtà. Non si dava una spiegazione fredda della malattia ma si veicolavano informazioni mediche - percentuali, termini come “genotipo”, possibilità di contagio e cura.
La stesura del testo è stata messa in scena da un gruppo di studenti del Campus bio medico di Trigoria che frequentavano il corso di recitazione dell’attrice Francesca Fava che ha seguito la regia dello spettacolo.

La rappresentazione ottiene un’ottima risposta sia da parte del pubblico, sia da parte dei medici impegnati nella cura e dalle associazioni che lottano contro l’Epatite C che mi hanno chiesto il permesso di portala in scena da altre parti d’Italia. A riguardo non ho accampato nessun diritto. Mi sono impegnato in questa iniziativa perché il messaggio potesse circolare liberamente ed il più possibile.

Il premio e le rappresentazioni teatrali del 2011 e 2012 le ho dedicate a mio padre dal quale spero d’imparare la sua voglia di vivere.

http://www.unicampus.it/main/ci-conosciamo-storie-e-musica-per-conoscere-l-epatite-c
http://www.fondazionefegato.it/Portals/0/save-the-date2012.pdf