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Progetto serie televisiva per la Sicilia senza la mafia

Nel 2006 la RAI era interessata alla realizzazione di una fiction televisiva da produrre in Sicilia. Scopo implicito della serie: rivalutare l’immagine dell’isola esaltando le sue bellezze paesaggistiche e la sua storia millenaria.
Mi misi a lavoro.

Realizzai un concept di serie basato sull’ipotesi di un grande ritrovamento archeologico in Sicilia pari alla scoperta di Troia fatta da Heinrich Schliemann nel 1871.
Un gruppo di giovani studenti di archeologia porta alla luce la tomba di Anchise. Le leggenda vuole che dalla sua unione con la dea Afrodite nacque Enea.
Nell’Iliade Enea fugge dal massacro di Troia e porta con sé il padre, i sacri oggetti per venerare Afrodite e i misteri Elisi che custodiscono il segreto della vita e dell’immortalità.
Il valoroso troiano è alla ricerca di una terra promessa e Virgilio ne racconta le gesta. Enea approda per due volte in Sicilia con i suoi compagni e lì vi seppellisce suo padre Anchise. Un racconto considerato un mito, come l’esistenza di Troia prima della scoperta
dei resti della famosa città.

Il ritrovamento della tomba di Anchise avviene nel sito archeologico di Selinunte da parte di un gruppo di studio guidato da una archeologa. La professoressa chiede ai suoi allievi di tenere nascosto il ritrovamento sino a quando non avranno elementi sufficienti per attribuirsi la scoperta. Darne subito la notizia vorrebbe dire perdere la competenza dello scavo e lasciare fama e gloria ad archeologi più influenti, come le è già accaduto in passato.
La maggior parte dei ragazzi sostengono l’idea dell’archeologa. Pregustano il successo e la notorietà ma uno di loro tentenna. Valuta le responsabilità sui reperti e possibili ritorsioni nei loro confronti. La prudenza dello studente fa vacillare il piccolo gruppo e crea ostilità al suo interno.

La consapevolezza di avere davanti un’occasione irripetibile spinge i giovani e la loro professoressa a sancire un accordo: decideranno insieme come proseguire la ricerca archeologica e quando smettere. Testimoni del giuramento l’acropoli di Selinunte e il tempio di Era che si affacciano sul mare che luccica sotto il sole, lo stesso che ha visto Enea approdare su quelle spiagge.

La tomba di Anchise fornisce alcuni indizi per ripercorrere il pellegrinare di Enea in Sicilia. I luoghi visitati dall’eroe virgiliano hanno subito il trascorrere dei secoli e con essi diverse
trasformazioni e devastazioni. Molte civiltà si sono succedute: Fenici, Greci, Romani, poi gli Arabi cacciati dai Normanni e così via. Risalire alle origini di un luogo è arduo. Templi e oggetti antichi spesso sono irrimediabilmente perduti, inglobati in nuove costruzioni, custoditi nei musei o nei loro magazzini. Per compiere la loro impresa l’archeologa e i suoi studenti hanno pochi mesi. Alla scadenza del permesso agli scavi il loro gruppo verrà sostituito.
La fretta li spinge ad azioni azzardate.

Le ricerche portano i nostri protagonisti a visitare Segesta, Agrigento, l’isola di Mozia e quella di Ortigia a Siracusa, Erice: la roccaforte Normanna costruita sulle vestigia del tempio della dea Afrodite. Viaggiano per tutta la Sicilia per ottenere riscontri alla
loro scoperta ed il mito di Enea li travolge.
Iscrizioni all’interno della tomba e su alcune lamine trovate all’interno trattano dei misteri Elisi. Il linguaggio è criptico ma inizia ad avere un senso quando alcune coincidenze portano la professoressa a notare delle analogie con la dottrina orfico -
pitagorica: la scuola fondata dal grande matematico e filosofo Pitagora che  affronta il tema dell’immortalità; forse un percorso spirituale che trascende l’oblio della morte e porta l’uomo al cospetto degli dei.

I movimenti degli studenti destano l’interesse di altri archeologi, collezionisti privati e oscuri personaggi interessati ai misteri elisi.
Nel gruppo  nasce il sospetto che qualcuno abbia infranto il giuramento di segretezza. Il sospetto ne mina l’unità. E’ la professoressa che lo tiene unito. Le differenze caratteriali dei giovani studenti li mettono spesso gli uni contro gli altri.

Ognuno dei giovani protagonisti ha una personalità forte che ricorda quello di note divinità  dell’Olimpo. C’è chi è introverso e geniale come Efesto, il dio del fuoco e dell’ingegno;  chi è bellissima, intrigante e volitiva come Afrodite, la dea dell’amore; chi ha
fascino e capacità da vendere ma si mette in discussione come Apollo, il dio della luce. C’è l’irascibile, impetuoso e coraggioso che ricorda Ares, il dio della guerra; l’affabulatrice, atletica e lesta, come Ermes, il dio degli inganni; la saggia, astuta e combattiva come
Athena, dea della sapienza.
La  professoressa si accosta caratterialmente ad Era, dea protettrice dei legami familiari, tenace e protettiva con chi le è caro, senza scrupoli contro chi la inganna.

I personaggi principali di questa serie sono sette. Tre di questi stranieri per favorire  coproduzioni francesi, tedesche o inglesi e facilitare la distribuzione all’estero.

Il titolo del concept è “Trinacria: la terra dei semidei”.
Quando lo proposi, il neogenere peplum stava tornando in auge: al cinema, “Troia” e “Alexander” del 2004; “300” e “Last legion” del 2007; “Agorà” del 2009; “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo” e “Scontro tra Titani” del 2010; “Immortals” e “The Eagle” del 2011;  e le serie tv “Roma” coprodotto dalla RAI nel 2005 e “Spartacus, blood and Sand” del 2010.

Nelle mie intenzioni:
scrivere una serie televisiva archeologico investigativa che attraverso le ricerche dei protagonisti stimolasse il turismo in Sicilia ammantando di mistero siti archeologici, edifici storici, musei e bellezze naturali - per citare un famoso esempio, si pensi ai “pellegrinaggi” a Roma da parte dei fans del libro e del film “Angeli e Demoni”.

La RAI decise di promuovere le bellezze paesaggistiche della Sicilia e la sua storia millenaria producendo nel 2008 la soap opera Agrodolce.