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Trattamento Lungometraggio di genere action sul nucleare

Durante il dibattito sul referendum, pro o contro nucleare avvenuto nel 2011, ho tirato fuori dal “cassetto” un soggetto cinematografico sull'argomento. La storia è un "what if?", termine americano che ipotizza lo svolgimento di un evento che sarebbe potuto accadere.
Lo spunto è la guerra nella ex-Jugoslavia, durante la quale immaginavo il coinvolgimento della Slovenia nel conflitto. Il paese ha una centrale nucleare che si trova a circa duecento chilometri da Trieste. Nella storia, la guerra rendeva insicura la zona dell’impianto, preoccupando tutti gli stati limitrofi. Lo stato italiano chiedeva un mandato internazionale che l’autorizzasse l’intervento per mettere in sicurezza la centrale. In attesa del permesso, autorizza una missione segreta per monitorare le condizioni della centrale.
Una squadra militare elitrasportata  raggiunge di nascosto l’impianto (la scena con il costo più alto ma sostenibile con la collaborazione dell’esercito). Il gruppo s’introduce nella centrale che è stata abbandonata, con loro,  un ingegnere nucleare donna dell’AIEA, l’unico civile. All’interno trovano un cadavere. Sulla morte dell’uomo c’è un segreto da svelare prima che sia troppo tardi. La trama si sviluppa in modo inaspettato e tocca diversi punti legati al problema del nucleare. Il nodo cruciale dell’intreccio però si trova  nel conflitto tra i protagonisti per questioni etiche. Da qui il titolo “Scelte da Eroi”.  L’epilogo ha indotto alcuni miei colleghi che hanno letto lo script ha chiedermi se era una storia vera.

Tra i produttori a cui l’ho proposta nel 2011, Pietro Innocenzi, un nome conosciuto nell’ambiente cinematografico. Tra i suoi successi “Palermo, Milano solo andata” scritto da Rossella Drudi e Claudio Fragrasso. Innocenzi ha concentrato il giudizio sullo script, più sull’argomento che sulla qualità. Gentilmente mi ha dedicato quasi un ora del suo tempo per spiegarmi che oggi le persone vanno al cinema per dimenticare le brutture della vita. Le storie impegnate, come quella che gli avevo proposto, di fatto rimandavano ad una realtà che il pubblico vede tutti i giorni al telegiornale e della quale non vogliono più sapere. Espose il concetto di bisogno di leggerezza in modo molto convincente. Mi fece riflettere e m’ispiro per lo sviluppo di altri soggetti che stavo scrivendo.
Da quella chiacchierata è trascorso un anno o poco più. Periodo nel quale sono usciti nelle sale cinematografiche film come ACAB (scritto da Daniele Cesarano, Barbara Petronio e Leonardo Valenti), Romanzo di una strage (scritto da Marco Tullio Giordana, Stefano Rulli e Sandro Petraglia) , Diaz (scritto da Daniele Vicari, Laura Paolucci, Alessandro Bandinelli, Emanuele Scaringi). Tre film che, secondo il ragionamento esposto prima, non avrebbero dovuto vedere la luce.

Scarica in PDF il soggetto trattamentato "Scelte da Eroi_ L'alibi del dovere"